New York: miseria e nobilta’

Quando andai da turista per la prima volta a New York, nel 1972, mi feci un’idea sbagliata della “Grande Mela”. Credevo che tutta l’America fosse come la sua citta’ piu’ rappresentativa.
I film di Robert Redford, Barbara Streisand ecc. mi indussero a pensare che tutti gli Stati Uniti fossero tante New York.
Col passar del tempo, quando ho conosciuto le fattezze quasi britanniche di Boston, gli incredibili saliscendi di San Francisco, il vento gelido di Chicago, l’ispanicita’ di Los Angeles, mi accorsi che la “Grande Mela” era una citta’ unica al mondo.

Che piaccia o no, New York e’ la citta’ dei grattacieli, del caos, la metropoli che -come ha cantato Frank Sinatra- non dorme mai.
Nessuno fra le sue strade si sente provinciale: il fatto stesso di esservi approdati, da’ a tutti la patente di cittadino della citta’ piu’ affascinante degli USA.
New York e’ un miscuglio di razze, culture, di persone che corrono e rincorrono la felicita’, la ricchezza, la fama.
Quando tornavo in Italia, dopo qualche periodo di lavoro alla RAI di New York, mi sembrava di essere arrivato in campagna. Intendiamoci: anche la campagna ha i suoi pregi, ma dopo esserti abituato a quella vita frenetica, a quel fiume di dollari che corrono di mano in mano, ti accorgi dell’importanza di vivere alla giornata, perche’ l’indomani tutto potrebbe cambiare e ritrovarti senza nulla in mano.

A New York ho conosciuto italiani che hanno fatto strada, sono diventati qualcuno con il sudore della loro fronte, perche’ tutti i sogni possono diventare realta’, in una citta’ come quella.
Per esempio ho conosciuto Fred Mengoni, un personaggio straordinario che, partito da Osimo, in provincia di Ancona, ha fatto fortuna, prima col le fisarmoniche, poi soprattutto con il mercato immobiliare. Non so quanti appartamenti aveva, quando lo conobbi.

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Fred Mengoni

A New York possedeva una palazzina piena di opere d’arte che la famiglia Rockefeller gli aveva chiesto invano. E poi tante altre case e ville in tutto il mondo.
Era un appassionato di ciclismo che tutte le mattine percorreva chilometri e chilometri e una volta al Central Park un ragazzino lo supero’. Lo chiamo’ e gli disse: “Vuoi correre da professionista ? Faccio una squadra per te.”

Quel ragazzo si chiamava Greg Lemond e divenne campione del mondo, vincendo anche tre Giri di Francia.
Ma ho conosciuto altre storie incredibili: Vito Bavaro, barese, lavoro’ da Ferrara, un caffe’ di Little Italy divenuto ora cinese, dove conobbe Mario Puzo, che tutte le mattine se ne stava in un angolo ad ascoltare i discorsi di “gente d’onore” che poi gli diedero lo spunto per scrivere “Il Padrino”. Era amico di Gianmaria Gazzaniga.

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Vito Bavaro e Gianmaria Gazzaniga

Peter Caruso, ramo pelletteria, che divenne un personaggio importante della comunita’ italiana e della squadra dei Cosmos. Mi aiuto’ a fare un’intervista a Henry Kissinger. Un giorno venne a trovarmi

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Peter Caruso

I fratelli Donato e Gianni Di Saverio, ristoratori di successo, che avevano clienti importanti. Il primo invento’ il “Panettone New York”. Un giorno mi porto’ in un garage e mi mostro’ la sua collezione di auto sportive. Ferrari, Maserati ecc. Ma non se le poteva godere perché’ troppo impegnato nel lavoro.

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Gianni Di Saverio

Il secondo presto’ i soldi a Chinaglia e non li vide più’. Un giorno si presento’ a San Siro con una enorme limousine poche ore prima della partita Milan-Real Madrid: cerco un biglietto, scrisse sul vetro posteriore, offrendo 100 dollari. Trovo’ subito un venditore.
Manhattan e’ il centro del mondo, pur con le sue miserie, con le sue contraddizioni. Vi succede di tutto. Se sei un attore non puoi non aver fatto le tue comparsate negli studi dell’ABC, della CBS, della NBC, i canali televisivi che milioni di persone guardano.

Se sei un cantante non puoi non aver tenuto dei concerti al Madison Square Garden, a Radio City ecc.
New York e’ una passerella che ti può portare al settimo cielo, come ti puo’ spedire nel sottoscala.
Pittori, scultori, artisti di ogni genere, per affermarsi, sono dovuti andare a New York, ad esporre le loro opere.
Insomma, il vero successo passa dalla piu’ intrigante citta’ del mondo.

 

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