CUBA: Cosa succederà’ dopo la scomparsa di Fidel Castro?

E’ morto il “Lider Maximo”, Fidel Castro. Quest’estate, a Cuba, abbiamo potuto toccare con mano quanto fosse amato dal suo popolo, dalle masse. Le strade erano piene di cartelli che celebravano i suoi 90 anni. Cartelli semplici, quasi sicuri che il compagno Fidel non sarebbe mai morto. Ma tutti si aspettavano che da un giorno all’altro, il padre della rivoluzione cubana, il padre della patria, potesse lasciarli. E la gente si chiedeva cosa sarebbe successo, nel “dopo Castro”.

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Gia’, che succedera’ adesso ? Arriveranno gli americani, i russi, chi ? In quali mani finira’ il potere vero, dal 2008 in mano al fratello Raul ? Non e’ un interrogativo da poco, perche’ Cuba e’ stata sempre al centro di interessi che hanno fatto tremare il mondo.

E in passato si e’ rischiato grosso. Per esempio, durante la crisi della “Baia dei porci” che, nell’aprile del 1961, a causa dell’invasione di esuli cubani e mercenari e il successivo arrivo di missili dall’URSS, fece temere una guerra mondiale.

Cuba e’ troppo vicina agli USA (90 miglia dalla Florida), in una posizione strategica, nei Caraibi, per non destare appetiti di tutti i tipi; politici ed economici.
Recentemente c’e’ stato un riavvicinamento con gli USA e l’incontro di Papa Francesco e Fidel Castro di poco piu’ di un anno fa, ha in qualche modo inciso sull’atteggiamento dei cubani e degli americani, anche se ci si chiede che succedera’ adesso con l’avvento di Trump alla Casa Bianca. In passato anche Papa Wojtyla si era recato all’Avana.

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Ma, a parte le vicende politiche, di cui conosceremo presto gli sviluppi, Fidel Castro e’ stato uno dei personaggi piu’ significativi del Ventesimo Secolo: ha fatto parlare di se’ per la sua Rivoluzione, che riusci’ a cancellare la dittatura di Fulgencio Batista, protetto dagli americani.

Oh, certo, anche oggi si vedono le conseguenze del comunismo “duro e puro” di Fidel: un cubano che ha lavorato per tre anni sul Lago di Garda, ci ha detto che il salario di un operaio e’ di circa venti euro al mese. Ovviamente il governo aiuta la popolazione in tutti i modi: assistenza medica gratuita, prezzi politici sull’alimentazione ed altre facilitazioni rendono la vita meno complicata.

Ma il fatto che i cubani ricevano due polli al mese e che certi prodotti come i crostacei, che pure abbondano nell’isola, siano destinati alle mense degli stranieri in pratica siano merce proibita, dicono di quanto sia difficile la vita di tutti i giorni. Ce l’hanno raccontato a Trinidad, dove siamo stati ospiti per due giorni: la mattina, la colazione ci veniva fornita dai padroni di casa che salivano sugli alberi per raccogliere la frutta fresca.

Nonostante tutto, Cuba e’ stata sempre al centro delle attenzioni generali. Nello sport, per fare un esempio a noi caro, gli atleti dell’isola si sono sempre messi in evidenza. Nella pallavolo, nell’atletica, nel pugilato, nel baseball. Basta fare i nomi del saltatore in alto Javier Sotomayor, del pugile Teofilo Stevenson, della pallavolista Tai Aguero, che ha anche giocato in Italia, dell’ottocentista Alberto Juantorena, ecc. per capire di cosa stiamo parlando: atleti di livello mondiale.

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Nonostante tutte le difficolta’, la gente e’ andata avanti, col vecchio modo di vivere, anche se ora si sta facendo furba. Attorno al business del turismo stanno crescendo attivita’ che preconizzano l’avvento del consumismo, cui la maggior parte della popolazione non e’ abituata.

Le migliaia di macchine antiche che circolano strombazzanti lungo le strade cubane per la delizia dei turisti, sarebbero gia’ state acquistate da societa’ americane, come alberghi e resort. Cioe’, fra poco le peculiarita’ di Cuba, dove sembra di vivere negli anni Cinquanta, verranno cancellate dall’invasione delle abitudini e delle usanze consumistiche. Un salto nel futuro o nel buio?

A Fidel Castro, l’Italia e’ stata simpatica. Lo dimostro’ nelle interviste a Gianni Mina’ , un collega valoroso e controcorrente, cui il “Lider Maximo” disse, fra l’altro: “Solo la rivoluzione poteva cambiare le cose a Cuba…Arrivera’ il giorno in cui l’umanita’ sara’ una sola famiglia”.

Si avverera’ mai, la profezia ? O sara’ Cuba a doversi adeguare al mondo contro cui ha sempre lottato con il suo rappresentante piu’ genuino ?

Tutti dicevano, quando si parlava della lunga malattia e dell’eta’ di Castro che il “Lider Maximo” non era caduto nei 637 attentati della CIA, ma che la sua memoria e il suo stile di vita “comunista” sarebbero stati sfregiati -dopo la sua morte- dal ritorno degli americani. Chi vivra’ vedra’.

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