Cuba: La casa di Ernest Hemingway

Le attrazioni di Cuba sono parecchie. A parte le vecchie auto che circolano attraendo le attenzioni dei turisti che non vedono l’ora di fare un giro; a parte il colore delle vecchie e giovani miss vestite con abiti sgargianti e con i sigaroni in bocca; a parte gli antichi palazzi che ricordano la presenza degli spagnoli, a parte tutto questo, c’e’ la presenza quasi costante del nome di Ernest Hemingway all’Avana.

In pieno centro c’e’ un bar, la Floridita, allietato da musiche cubane, dove gli stranieri vanno a passare qualche ora per gustare un mojito, un cocktail a base di rum inventato dallo scrittore, ma anche per vivere l’atmosfera di una citta’ piena di allegria.

Il busto di Hemingway fa bella mostra di se’ in un angolo ed e’ come se egli fosse stato sempre la’, per continuare a vivere come i cubani.

Lo scrittore bazzicava all’Avana, vivendo a volte dissennatamente.

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Il monumento dedicato a Ernest Hemingway nei pressi de “La Terrazza”, il suo ristorante preferito.

In realta’, periodi molto piu’ intensi passo’ nella sua casa di San Francisco de Paula, a pochi chilometri dalla capitale. Nei pressi della sua bella magione immersa nel verde, c’e’ il ristorante “La terrazza” dove, in un angolo, si godeva da due finestre la vista dell’azzurro. Poco lontano, un monumento classicheggiante fra colonne greche e vicino a un piccolo castello, era la prova della sua popolarita’.

La sua villa coloniale “Finca Vigia”, aveva una torre di avvistamento, molto verde, un angolo dove combattevano i galli, il campo da tennis e un riparo per la sua piccola imbarcazione “Pilar”.

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Il piccolo yacht “Pilar” dello scrittore che e’ ospitato nella Finca Vigia

Hemingway amava il mare ed ebbe una casa anche in Florida, a Key West.

Lo scrittore aveva quattro cani cui era affezionato: Black, Negrita, Linda e Neron. Le tombe ricordano le quattro bestiole, poco lontano dalla barca.

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Le tombe dei quattro cani di Hemingway: Black, Negrita, Linda e Neron.

La casa e’ ancora la’, in alto, con tutte le suppellettili, i libri (persino nel bagno ce ne sono, ordinatamente stipati vicino alla tazza), i doni degli amici, un piatto di Picasso, le corna di tori regalategli da matador da lui raccontati. La Corrida, cui dedico’ il romanzo Fiesta,  e’ ricordata da manifesti e da altri oggetti ben conservati. Ci sono testimonianze della sua amicizia col torero Miguel Dominguin e con l’attrice Ava Gardner.

E’ un bel posto, ma i turisti ne sono tenuti fuori: possono osservare la casa solo dalle finestre aperte. E’ un museo dove e’ possibile vedere tutti gli oggetti da cui Hemingway si circondava e traeva ispirazione.

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Ernest Hemingway era amico di Fidel Castro e spesso lo incontrava a Cub

Su un letto, c’e’ un giornale (col suo cognome storpiato: Heminway) che parla dell’incidente areo in cui venne coinvolta la moglie: lui si ruppe una spalla.

Tutt’attorno alla villa, sotto le fresche frasche, sedili, piccoli oggetti, serre e l’immancabile negozio di souvenir dove e’ possibile acquistare libri, foto con il suo amico Castro e quant’altro.

Su tutto il complesso aleggiano le parole dei suoi romanzi e della tragica fine dello scrittore, che, in preda a crisi depressive e manie di persecuzione da parte dell’FBI, si sparo’.

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Nella villa di Hemingway sono esposti anche i suoi trofei di caccia.

Lo chiamavano Papa. Ha ricevuto il premio Pulitzer per i suoi reportage da giornalista e il premio Nobel per la Letteratura, per i suoi libri, ma non pote’ ritirarlo per la sua malattia.

Nel modo di scrivere veniva esaltato lo sprezzo del pericolo. Era ateo e amava andare a caccia. E anche di questo c’e’ traccia nella “Finca”: teste di animali sono appesi ai muri della villa.

Viaggio’ moltissimo e in Italia trascorse dei periodi a Cortina d’Ampezzo e a Rapallo. Ma amava anche la Spagna che lo ispiro’ per i suoi romanzi. Ebbe tanti problemi fisici che pregiudicarono la sua salute.

Scrisse diversi soggetti cinematografici e molti romanzi di successo come “Il vecchio e il mare”, “Per chi suona la campana”, “Il Giardino dell’Eden”.

La “Finca Vigia” e’ un tuffo dei visitatori in un mondo d’altri tempi eppure ancora attuale.

 

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